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domenica 15 febbraio 2009

CORE-OM e CBA-VE

Eccoci di nuovo a postare cose interessantissime sul nostro blog cognitivista costruttivista post-razionalista.
Questa volta provo a rendere pubbliche delle (si fa per dire) privatissime slide sull'efficacia nella pratica clinica. In queste slide sono riassunte anche le principali proprietà psicometriche di due test sviluppati appunto per valutare la suddetta efficacia delle terapie prodotte e somministrate direttamente nella quotidiana prassi clinica.
La domanda con la quale vi lascio e vorrei stimolare la vostra (e la mia) riflessione quanto, e in che modo, può essere utile avere questionari standardizzati per valutare l'efficacia e l'andamento delle terapie?
Giusto perchè non voglio gettare il sasso e nascondere la mano, vi dirò come la penso a tal proposito, solamente con l'intenzione di prendere un posizione assolutamente modificabile nel tempo con l'andamento di questo dibattito.
Ebbene: penso che un test possa essere utile per monitorare l'andamento della terapia, ed è bene che sia standardizzato così che anche la comunicazione scientifica e la ricerca nel campo clinico possa avvalersi di uno strumento uniformemente accettato. Tuttavia credo che occorra una riflessione su quale sia il cambiamento e su come esso avvenga. Accertato che la psicoterapia "faccia bene" (e prove in tal senso ce ne sono!), quali direzioni prende la modificazione positiva della persona? Quali variabili è bene misurare per valutare il benessere soggettivo? In quali momenti della terapia riusciamo a vedere "una svolta" misurabile? E' un processo continuo, oppure è a fasi? E questo come può essere implementato in un test? Se osserviamo che durante una terapia, mediante rilevazioni ripetute con l'uso di un test, vediamo degli aumenti di sintomi, ed una riduzione del benessere, come li valutiamo? E quale significato prende la fine della terapia? Il raggiungimento di un cut-off più basso rispetto a quando si è partiti?
Spero che i miei "deliri" possano stimolare in qualcuno lo spunto per una riflessione condivisa e co-costruita (che ci piace tanto...)

domenica 23 novembre 2008

daniel dennett

cari amici del cognitivo rieccoci, dopo mesi di latitanza, con il nostro blog di psicologia e affini!
il secondo anno è appena iniziato e cominciamo a vederci un po' più chiaro su quello che stiamo facendo e sull'orientamento teorico che ci sta offrendo la scuola.
naturalmente siamo tutti d'accordo sul fatto che l'evoluzionismo sia uno dei punti cardine di quello che stiamo imparando.
proprio a questo riguardo ho setacciato un po' la rete e ho trovato qualche filmato di uno dei più grandi esperti di scienze cognitive del mondo: daniel dennett.

in questo video l'autore di "L'Io della mente" parla delle religioni da un punto di vista evoluzionista e sostiene la forte tesi dell'insegnamento obbligatorio di TUTTE le religioni nelle scuole.
è in inglese ma piuttosto corto, uno sguardo è consigliato!

domenica 13 gennaio 2008

Brain fitness

Eccoci qua, inserisco il primo post del nostro blog.

Tempo fa mi sono interessato ad un tema emergente nel panorama psicologico americano, ovvero a quello che si suol definire "brain fitness".
Di cosa si tratta?
Semplice! Un numero sempre maggiore di studi ha sfatato il mito secondo cui le performance del cervello sarebbero destinate ad un inevitabile declino dovuto all'invecchiamento. Il nostro cervello infatti può essere visto metaforicamente come un muscolo, che può rimanere in forma e reattivo se tenuto adeguatamente in esercizio.
Sulla scorta di tali studi sono nati molti programmi volti a mantenere "giovani" le menti (per fare un esempio si può citare il software "brain training" della nintendo).
Spulciando sulla rete ho trovato questo sito

http://www.sharpbrains.com/


E' molto interessante e può anche essere divertente se avete voglia di fare qualche gioco che vi stimoli la mente (basta cliccare su brain teasers, in alto a sinistra nella pagina). C'è anche il test di Stroop!